Il Santuario di Plout

foto di Edy Droz

La tradizione racconta che la nascita della devozione verso questo luogo ed in particolare verso la Madonna (" Notre Dame de Tout Pouvoir" ) si perde nei tempi lontani.
Esisteva una volta tra i villaggi di Denchasaz e di Plout una grande roccia formante una caverna nella sua parte bassa. In questa grotta era stata posta una piccola statua della Santa Vergine ("Notre Dame Des Ermites") su di un altarino. L'esistenza della statua è menzionata in documenti del 1560 (1). Gli abitanti di quei villaggi e chiunque transitasse in quel luogo portava rispetto alla statua, inginocchiandosi e chiedendo protezione e aiuto nella vita d'ogni giorno.
Bisogna ricordare come la devozione alla "Notre Dame Des Ermites" era molto sentita in Valle (2). Tantissimi fedeli valdostani si sono recati nei secoli passati presso il Santuario di Einsiedeln in Svizzera, percorrendo il colle del Gran San Bernardo o attraversando il colle di Saint-Théodule nella Valtournenche, per affidarsi alla protezione della Signora "des Ermites". Essi ne tornavano consolati e pieni di gioia, e amavano portarsi a casa come ricordo di questo loro pelegrinaggio una statuetta o un'immagine della Vergine, come riconoscenza per essere stati esauditi nelle loro preghiere. Si fa quindi risalire ad una statua proveniente dalla Svizzera quella venerata nella piccola grotta della collina di Saint-Marcel.
All'incirca un secolo dopo, nel 1640, si narra che un muratore del posto mentre stava lavorando alla costruzione di un tetto, non lontano dalla grotta, cadde e si ruppe una gamba. Pieno di devozione nella Vergine fece voto di erigere un oratorio in suo onore se fosse guarito. Infatti, ristabilitosi, il muratore accompì alla sua promessa e costruì un oratorio ospitante la statua della Signora "des Ermites", con innanzi un fiammella sempre accesa. Da quel momento la devozione verso la Vergine non fece che crescere, portando a Plout tanti fedeli anche dai paesi limitrofi.
Con il trascorrere degli anni l'azione corrosiva del tempo si fece sentire sulla struttura dell'oratorio, portando alla decisione nel 1714 da parte dei capifamiglia dei villaggi di Plout, Denchasaz e Rean a decidere per la costruzione di un nuovo edificio sacro, più grande ed idoneo a ricevere convenevolmente la statua della Vergine. Questo progetto fu subito realizzato e tramite atto pubblico, a firma del notaio Mathiou, datato 8 settembre 1715, i capifamiglia sopracitati si impegnarono non solamente a coprire le spese dell'erigenda Capella Votiva, ma attraverso dei legati alla sua successiva manutenzione ed ornamento (3). Il 14 settembre dello stesso anno la Capella fu solennemente benedetta. I devoti alla Vergine di Plout furono sempre in aumento, così come le grazie ricevute, tanto da tramutare il titolo di Signora "des Ermites" a quello di Signora "de Tout Pouvoir". L'antica statua cominciò ad essere un po' piccola in rapporto all'edificio sacro tanto da far sì che nel 1744 il Priore della Collegiata di Sant'Orso, il Reverendo Charles Beltram, offrisse alla graziosa Cappella di Plout una nuova statua della Vergine Benefattrice. Questa presenta ai pellegrini il Bambino Gesù dal volto sorridente assiso sul braccio sinistro, mentre nella mano destra tiene lo scettro, segno del suo "Pouvoir".
Nel 1850, dopo una visita a Plout, Monsignor André Jourdain, Vescovo di Aosta, giudicando la Cappella insufficiente per contenere, soprattutto nei giorni della festa patronale, la folla di pellegrini provenienti da tutta la Diocesi, e considerando le cospicue offerte raccolte in tutti questi anni, decretò la costruzione di un nuovo edificio sacro più spazioso ed accogliente. La benedizione della prima pietra avvenne il 6 novembre del 1850 da parte dello stesso Vescovo, alla presenza del Parroco locale Jean Barthélemy Porté, di diverse altre autorità Ecclesiastiche, nonchè di una grande e commossa folla di "mar-oulèns" .
I lavori furono affidati all'impresario Jérome Borney di Aosta, il quale tra il 1851 ed il 1853 portò a compimento l'opera: un edificio sacro dalla forma di croce greca con una bella cupola nel mezzo. Il 14 settembre 1853, giorno della festa patronale, si potè infatti inaugurare il Santuario attuale (4).
Come si può constatare questa piccola cronistoria del Santuario di Plout a fatti reali associa aspetti più misteriosi e fantasiosi facenti parte del patrimonio popolare, legati inscindibilmente alla cultura religiosa e non del popolo valdostano e per questo importanti per capire il passato della nostra Valle.


(1) CHANOINE, A. Roux, "Histoire des Sanctuaires de la Vallée d'Aoste".
(2) ACTES DU CONGRES MARIAL D'AOSTE (1910), "Origine et antiquité du Culte de la Très sainte Vierge
dans la Vallée d'Aoste".
(3) CHANOINE, P.L. Vescoz, "Notre Dame de Tout Pouvoir vénérée à Plout", Imp. Catholique, Aosta 1914.
(4) ABBE', Henry, "Histoire de la Vallée d'Aoste", Imp. Marguerettaz, Aosta 1967